Una riflessione di Enrico Peyretti sulla pace possibile e la guerra superabile a partire da una nota del teologo Severino Dianich (del 24 dicembre 2025), commentata anche da Guido Formigoni, Franco Monaco e altri
Il “pacifismo” (parola impropria, deformante, che allude a ingenuo ottimismo) viene inteso come illusione, e non come cultura-educazione-politica di gestione non violenta, non omicida, dei conflitti seri, gravi. Invece, la cultura della Nonviolenza è un pensiero etico-politico-umanistico universale, serio, ed è sperimentato nella pratica storica, come strategia nonviolenta possibile, che è dovere della cultura e della politica conoscere e predisporre. Nonviolenza non è astensione, non è lasciar fare! Tutt’altro: è impegno per togliere ingiustizia e affermare la “verità della vita” (Gandhi). Ma il capitalismo delle armi non vuole la Nonviolenza, i politici la ignorano, gli studiosi la trascurano, guardando più la realtà clamorosa che non la ricerca umanizzante....
L'intervento di Enrico Peyretti è a questo link:
Nessun commento:
Posta un commento