Il Vangelo in dialetto: genealogia, antropologia e politica del presepe

Il presepe non è un semplice manufatto artigianale, né un mero residuo folklorico destinato a spolverare la nostalgia di un tempo perduto durante le festività decembrine. Al contrario, esso si configura come una delle più complesse e resilienti “macchine mitologiche” dell’Occidente cristiano, un dispositivo culturale in grado di attraversare i secoli metabolizzando i mutamenti sociali, estetici e teologici, per restituirceli sotto forma di una rappresentazione plastica e teatrale.


Se osserviamo il fenomeno nella sua interezza, basandoci sulle approfondite analisi antropologiche condotte da Marino Niola ed Elisabetta Moro, emerge una distinzione fondamentale che funge da chiave di volta per comprendere l’intera fenomenologia presepiale: mentre il presepe di matrice francescana rappresenta la Natività in senso stretto, focalizzandosi sul mistero teologico dell’Incarnazione, il presepe napoletano — che costituisce l’apice barocco ed evolutivo di questa tradizione — rappresenta l’umanità. Questa distinzione non è puramente accademica, ma sostanziale. È la ragione per cui il presepe ha conquistato l’immaginario globale, travalicando i confini della fede cattolica per diventare un oggetto amato da credenti e non credenti, da cristiani e laici....

L'acuta analisi di Adriano Virgili è a questo link:

https://www.adrianovirgili.it/il-vangelo-in-dialetto-genealogia-antropologia-e-politica-del-presepe/?fbclid=IwY2xjawOv5P1leHRuA2FlbQIxMABicmlkETFyajI2UkpLTnlyN3h4ZkNSc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHhBkQiGJn2bTAvNSxG4YL0QiMIaWhYmAOKICwlTPK7-GXJrMZ4k_e51FmTCL_aem_mCHJ_CArkR1RvwLc2tUmDw

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