All’inizio dell’età moderna, quando l’ordine medievale cominciò a disgregarsi, il pensiero politico europeo si trovò di fronte a una questione inedita e drammatica: come evitare che, venuti meno i vincoli religiosi e feudali che per secoli avevano regolato la convivenza, la società precipitasse nel caos?
Thomas Hobbes, osservatore acuto delle guerre civili inglesi, formulò la questione nei termini più radicali: l’uomo, lasciato a sé stesso, rischia di cadere in una condizione di «guerra di tutti contro tutti». Questo stato di natura avrebbe condotto a una condizione miserevole, in cui la vita sarebbe stata «solitaria, povera, cattiva, brutale e breve». La soluzione di Hobbes fu tanto semplice quanto radicale: per uscire dallo “stato di natura”, gli individui devono ...
L'articolo di Mauro Magatti è a questo link:
https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202508/250817magatti.pdf
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