Servono adulti autentici, capaci di stare in relazione. L'umanità ha bisogno di un'alfabetizzazione emotiva degli adulti, di una nuova democrazia degli affetti. Non di nuove forme di prevaricazione adulta, spacciate per interventi educativi e normativi per ridurre la disperata violenza giovanile.
La violenza giovanile odierna non è quasi mai l'espressione di un conflitto generazionale. Nonostante l'evidente disinteresse adulto nei riguardi del presente e del futuro dei più giovani, il gesto violento è sempre più spesso rivolto contro se stessi o contro i coetanei. Anche la consapevolezza delle ineguaglianze sociali di chi cresce ai margini e nelle periferie non si traduce frequentemente in impegno politico, in richiesta di maggiore eguaglianza, in movimento collettivo che lotta per il riconoscimento dei propri diritti. Il conflitto generazionale è ai minimi termini. Se la trasgressione e l'opposizione non sono più la cifra distintiva dell'adolescenza odierna, allora sarà un problema educativo....
L'analisi di Matteo Lancini è a questo link:
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