«In un contesto culturale complesso, il Simbolo di Nicea è riuscito a mediare l’essenza della fede attraverso le categorie culturali e filosofiche dell’epoca. Tuttavia, pochi decenni dopo, nel primo Concilio di Costantinopoli, vediamo che esso viene approfondito e ampliato e, proprio grazie all’approfondimento della dottrina, si giunge a una nuova formulazione: il Simbolo niceno-costantinopolitano, quello comunemente professato nelle nostre celebrazioni domenicali.
Impariamo anche qui una grande lezione: è sempre necessario mediare la fede cristiana nei linguaggi e nelle categorie del contesto in cui viviamo, come fecero i Padri a Nicea e negli altri Concili. Allo stesso tempo, dobbiamo distinguere il nucleo della fede dalle formule e dalle forme storiche che lo esprimono, le quali restano sempre parziali e provvisorie e possono cambiare man mano che approfondiamo la dottrina» (Leone XIV, Cattedrale di Istanbul, 28 novembre 2025).
Nell’occasione, mantenendo fermo il messaggio cristiano in quello che ha di essenziale, il “credo” è pregato con formule continuamente riscritte e modificate per renderle più prossime al nostro immaginario culturale: una delle più utilizzate è la seguente che rispetta sostanzialmente l’architettura generale del simbolo niceno-costantinopolitano....
La proposta di Andrea Lebra è a questo link:
Nessun commento:
Posta un commento