Il caso politico nato attorno al disegno di legge sull’antisemitismo presentato dal senatore Graziano Delrio ha aperto un confronto acceso, dentro e fuori il Parlamento. Non è in discussione soltanto il testo normativo, ma il modo in cui l’Italia affronta – o talvolta evita di affrontare – la crescita dell’antisemitismo, i suoi effetti nel dibattito pubblico e l’intreccio fra antisionismo, libertà di espressione e politica israeliana.
Mentre il Pd si divide e una parte della sinistra contesta la definizione IHRA temendo possibili “bavagli”, diverse voci del mondo accademico e culturale richiamano l’attenzione su ciò che percepiscono come la questione principale: l’aumento esponenziale dell’odio antiebraico nel paese, che richiederebbe risposte più rapide e più strutturate di quelle viste finora.
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