Quando si accorpano le parrocchie

Questo testo nasce perché due comunità parrocchiali dell’hinterland milanese hanno deciso di non subire passivamente il loro accorpamento in quelle che la diocesi meneghina chiama le «comunità pastorali». E questo è già un primo passo, forse più importante di quello che esse stesse possano immaginare, per resistere all’inerzia amministrativa con cui si procede in molte diocesi in giro per l’Europa.


 Se guardiamo all’Italia, non mi sembra che la burocrazia ecclesiastica di accorpamento delle parrocchie abbia finora prodotto una pastorale diversa da quella praticata in precedenza. Si trasporta il pacchetto da un contesto all’altro, si razionalizza qualche servizio pastorale (generalmente orari e numero delle messe… sic!), si concentrano alcune attività come la catechesi, e così via… insomma, dopo l’accorpamento è come se non fosse successo nulla. E questo tranquillizza il burocrate ecclesiastico che sta a capo di questa operazione innaturale per quello che è il senso originario della parrocchia nel suo legame col territorio e con la gente che a esso, in un modo o nell’altro, appartiene. Ma questa tranquillità delle curie diocesane ha un costo elevato: da un lato ...

La riflessione di Marcello Neri continua a questo link:

https://www.settimananews.it/parrocchia/quando-si-accorpano-le-parrocchie/?utm_source=newsletter-2025-11-11

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