Se c’è una cosa che rende l’umanità affascinante è la sua imprevedibilità: la Gen Z potrebbe essere ricordata come la generazione che ha ridisegnato la partecipazione pubblica e privata alla vita religiosa, provando a colmare il vuoto esistenziale della società occidentale contemporanea, in larga parte causato dal capitalismo, con la spiritualità e la fede, al contrario di chi l’ha preceduta.
In un contesto dove il senso comune di smarrimento prevale – guerre, crisi climatica, precarietà, individualismo, consumismo, solitudine – la religione viene vista dalle nuove generazioni come l’occasione di dare un senso alla propria esistenza, di condividere con altre persone idee e valori, di costruire una bolla (l’ennesima) dove sentirsi capiti e accolti. Nella perenne ricerca di risposte online alle nostre fragilità, possiamo trovare una influencer cattolica che ci invita a seguire la parola di Dio esattamente come Kim Kardashian ci offre le sue nuove fasce modellanti per il viso. La Gen Z, figlia di un’epoca segnata dal disincanto, nipote dell’era berlusconiana, cresciuta a biscotti biologici e social, trasforma la religione in un ...
L'articolo di Anna Ferri è a questo link:
https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202508/250805ferri.pdf
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