Negli ultimi giorni le proteste in Iran hanno assunto una forma diversa rispetto al passato. Il nuovo aspetto organizzativo evita la concentrazione, e preferisce la frammentazione per quartieri. È una scelta tattica che riflette la consapevolezza, maturata nel tempo, che esporsi unitariamente equivale a offrire un unico bersaglio, mentre distribuirsi significa costringere il potere a inseguire
Le testimonianze raccolte a Teheran e riportate dalle testate internazionali descrivono una protesta che si coordina online, frammenta i gruppi, usa canali esterni al Paese per garantire continuità comunicativa anche durante i blackout. I manifestanti scelgono di distribuirsi per quartieri, città, gruppi. Non è necessaria la singola protesta di massa in piazza, che rende facile il lavoro di repressione, identificazione e detenzione. Anche molti piccoli insiemi, seppur divisi e sparsi, possono essere una massa....
L'analisi di Jacopo Marzano è a questo link:
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